Controllo ed eradicazione delle testuggini alloctone dal Lago Angitola
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Il Lago Angitola rappresenta uno degli ecosistemi umidi di maggior pregio naturalistico della Calabria e del territorio del Parco Naturale Regionale delle Serre. Inserito all’interno dell’omonima Riserva Naturale Regionale, il lago ospita una ricca biodiversità ed è un’area fondamentale per numerose specie di uccelli, anfibi e rettili legati agli ambienti acquatici.
Storicamente, tra le specie autoctone presenti negli ambienti umidi del territorio figurava la testuggine palustre europea (Emys orbicularis), una specie protetta tipica delle zone lacustri e paludose dell’Italia meridionale. Emys orbicularis è considerata un importante indicatore di buona qualità ambientale e di equilibrio degli ecosistemi acquatici, ma negli ultimi decenni le sue popolazioni hanno subito un forte declino, anche a causa della diffusione di specie alloctone invasive.
Tra queste, un ruolo particolarmente problematico è svolto dalle testuggini del genere Trachemys, in particolare Trachemys scripta e le sue sottospecie (T. scripta elegans, T. scripta scripta e T. scripta troostii). Originarie del Nord America, queste testuggini sono state introdotte nei nostri ambienti principalmente a seguito di rilasci volontari di esemplari detenuti come animali da compagnia. Una volta liberate in natura, le Trachemys si sono dimostrate estremamente adattabili, capaci di sopravvivere e riprodursi anche in ambienti diversi da quelli di origine.
Il problema principale legato alla presenza di Trachemys nel Lago Angitola è la loro elevata competitività. Si tratta di una specie vorace e opportunista, che si nutre di una vasta gamma di organismi acquatici e che compete direttamente con la fauna autoctona per il cibo, i siti di basking (zone dove le testuggini si espongono al sole per termoregolarsi) e le aree di riproduzione. Questa competizione penalizza fortemente Emys orbicularis e può avere effetti negativi anche su anfibi e altri piccoli vertebrati acquatici.
Un ulteriore rischio è rappresentato dalla capacità di queste testuggini invasive di espandere il proprio areale, risalendo corsi d’acqua e colonizzando nuovi ambienti umidi naturali. Ciò costituisce una minaccia concreta anche per altri ecosistemi del Parco delle Serre, come quelli dell’area di Serra San Bruno, dove vivono specie autoctone vulnerabili, tra cui tritoni, salamandre e altri anfibi di elevato valore conservazionistico.
Per contrastare questa minaccia, l’Ente Parco delle Serre ha avviato un progetto di monitoraggio e di estirpazione controllata delle testuggini del genere Trachemys dal Lago Angitola, sviluppato in collaborazione con il DIBEST – Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Università della Calabria, il cui supporto scientifico contribuisce all’impostazione metodologica delle attività e alla lettura dei dati raccolti sul campo. Le attività prevedono l’utilizzo di trappole selettive appositamente progettate per la cattura delle testuggini invasive. Si tratta di strutture metalliche a rete, dotate di rampe laterali: le tartarughe salgono sulle rampe per esporsi al sole e, una volta superato il punto di equilibrio, cadono all’interno della trappola senza possibilità di uscita. Questo sistema consente una cattura efficace e sicura, minimizzando il disturbo per le altre specie presenti nel lago.
Durante le operazioni di monitoraggio, svolte anche con l’ausilio di imbarcazioni leggere, gli esemplari catturati vengono identificati, misurati e catalogati, raccogliendo dati utili sulla struttura della popolazione invasiva presente nel lago. Anche in questo contesto, la collaborazione con il DIBEST dell’Università della Calabria assume un ruolo rilevante, sia per il supporto alle attività di analisi scientifica sia per l’inquadramento ecologico dell’intervento nell’ambito delle strategie di conservazione della biodiversità. In una delle prime giornate di attività sono stati catturati esclusivamente esemplari di Trachemys scripta elegans, confermando la forte presenza di questa sottospecie nel bacino.
Il progetto di estirpazione si inserisce in una più ampia strategia di tutela della biodiversità del Lago Angitola e degli ambienti umidi del Parco. L’obiettivo è quello di ridurre progressivamente la pressione esercitata dalle specie invasive, favorendo il recupero degli equilibri ecologici naturali. In prospettiva futura, e previo accurato monitoraggio delle condizioni ambientali, potrà essere valutata la possibilità di promuovere il ritorno della testuggine palustre europea (Emys orbicularis), specie autoctona simbolo degli ecosistemi lacustri italiani.
Attraverso il controllo delle specie aliene invasive, il supporto della ricerca scientifica e la valorizzazione della fauna autoctona, il Parco delle Serre conferma il proprio impegno nella conservazione degli ecosistemi naturali e nella tutela della biodiversità, contribuendo alla salvaguardia di uno dei patrimoni ambientali più preziosi della Calabria.